Contabilizzazione calore e valvole termostatiche: 5 risposte ai più diffusi dubbi

Contabilizzazione calore e valvole termostatiche: le domande frequenti trovano risposta. Dalla normativa all’utilizzo ai metodi per risparmiare ancora di più.

Ormai tutti coloro che possiedono un impianto centralizzato, ossia un’unica caldaia condominiale, dovrebbero aver installato le valvole termostatiche per la contabilizzazione calore sui propri caloriferi. Il decreto legge 244/2016, che riguarda l’installazione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione calore, aveva il suo termine ultimo in scadenza il giorno 30 giugno. Da questo link si potrà visualizzare un documento di chiarimento che il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato per mettere chiarezza ai dubbi maggiori arrivati da tecnici ma anche da cittadini.

Ecco alcune delle domande più frequenti.

contabilizzazione calore

Domande frequenti tecniche contabilizzazione calore.

Esiste una quota volontaria che è pari al 70% dell’importo complessivo?

La risposta è sì. La lettera d) dell’art. 9, comma 5 del D.lgs. n 102/2014 contiene la risposta a questa domanda. Per la precisione, questa procedura contiene un campo che indica un utilizzo dal 70 al 100% dell’importo complessivo.

 

L’assemblea può deliberare un criterio di ripartizione degli importi?

Esiste un quorum minimo che può deliberare un certo criterio di ripartizione delle spese in un impianto con contabilizzazione calore. Questo criterio è sancito dall’art. 26 comma 5 della Legge n. 10/1991 in cui si può evincere che la decisione è assunta con maggioranza di intervenuti in assemblea, che rappresentano almeno la metà dell’intero edificio.

 

È obbligatoria la diagnosi energetica?

No, non è obbligatoria ai fini dell’attuazione delle disposizioni nell’ambito di contabilizzazione calore sancite dall’articolo 9  del D.lgs. n. 102/2014.

 

È possibile l’esenzione dalla contabilizzazione calore?

La risposta è sì, ma solo in alcune particolari casistiche in cui bisogna rientrare. La più evidente è l’impossibilità  tecnica all’installazione di sottocontatori o un’efficienza in termini di costi. Non è però facile ottenere l’esenzione. L’impossibilità o l’inefficienza deve essere documentata con una relazione tecnica di un progettista o di un tecnico abilitato.  

 

Come è calcolata la differenza di fabbisogno termico per metro quadro?

L’articolo 9, comma 5, lettera d) del D. lgs. n. 102/2014 è la risposta a questa domanda. La procedura che viene suggerita per verificare il calcolo delle differenze di fabbisogno delle singole unità immobiliari è iterativo. Facciamo un esempio:

  • calcolo del fabbisogno ideale di energia termica utile di due unità immobiliari (si consiglia di iniziare il calcolo dalle due unità che per esposizione e posizione potrebbero avere evidenti differenze di fabbisogni ideali);
  • confronto dei fabbisogni per metro quadro tra le due unità immobiliari suddette e determinazione della relativa differenza. La formula da utilizzarsi è la seguente:

(Fabbisogno termico massimo – Fabbisogno termico minimo)Fabbisogno termico massimo

  • Se la differenza suddetta è inferiore al 50%, allora si procederà a valutare il fabbisogno ideale di energia termica utile di altre unità immobiliari al fine di verificare se questa superi il 50 per cento.

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Contabilizzatori di calore: in parole povere di cosa si tratta

Le nuove tecnologie si stanno espandendo e sviluppando in ogni angolo applicativo di ogni settore esistente. Tra questi c’è ovviamente anche il riscaldamento, dato che è considerabile come volto al benessere dell’uomo. Di cosa si parla quando si parla di contabilizzazione?

È un concetto molto semplice. Sono in molti quelli che hanno dovuto provare a dividersi le spese condominiali e con il sistema di riscaldamento centralizzato è difficile capire chi ha consumato e quanto ha consumato. Questo fino all’arrivo della contabilizzazione calore e delle valvole termostatiche.

La svolta infatti non è stata semplicemente quella di poter regolare a proprio piacimento la temperatura in ogni singola stanza della propria abitazione, si può regolare addirittura ognuno dei radiatori presenti in ogni casa, così da ottenere l’esatta temperatura desiderata. Ma questo non è solo un vezzo della tecnologia. La bellezza della contabilizzazione calore è che si paga solamente ciò che si usa. Non ci sarà mai qualcuno che paga più del dovuto.

 

Contabilizzazione calore e caldaie a condensazione. La combo del risparmio

Anche per quanto riguarda le caldaie a singola utenza, il sistema migliore esistente al momento è quello delle caldaie a condensazione. Nel caso in cui però non ci sia la possibilità di avere una singola caldaia per ogni appartamento, il riscaldamento centralizzato è comunque possibile anche con l’utilizzo di una caldaia a condensazione. Le differenze che intercorrono tra una normale caldaia a condensazione a singola utenza e una condominiale possono essere riassunte in una parola: contabilizzazione.

Infatti è quella la più evidente differenza tra una singola utenza e un riscaldamento centralizzato che ha come “motore” un sistema a condensazione. Vediamo nello specifico da cosa è composto.

Le caldaie a condensazione hanno 3 principali organi che permettono al sistema di funzionare per come è stato ideato: la caldaia centrale, le valvole termostatiche e i contabilizzatori di calore.

Le caldaie condominiali sono situate in una posizione tale da poter servire facilmente tutte le unità abitative di un condominio. Il sistema è esattamente il medesimo di quello che veniva utilizzato prima. La differenza sta in quello che avviene nelle abitazioni dopo che viene utilizzato il riscaldamento. Infatti ognuno può avere la propria parte di caldaie condominiali, grazie all’utilizzo di valvole termostatiche. Queste valvole a forma di manovella permettono la suddivisione del calore non solo per ogni abitazione, ma per ognuno dei caloriferi presenti nell’unità abitativa.

 

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